Aree cani si…Aree cani no…

Aree cani si… Aree cani no…

Il no sarebbe scontato. Negli ultimi 15 anni la cultura cinofila si è espressa in mille articoli che (s)parlano delle aree cani e arredano bacheche di blog non si contano.

“NO perché sono troppo piccole per i bisogni spaziali dei cani e NO perché antigieniche, ancora NO perché non corrispondono alla corretta comunicazione dei cani. Ancora NO perché i proprietari non hanno sufficiente consapevolezza per prevenire risse anzi spesso le innescano. E ancora NO perché finiscono per ipersocializzare i cani con risvolti pruriginosi negli anni.  E NO perché alla fine gli umani socializzano fra loro e non si curano di cosa fanno i cani all’interno, di nuovo NO perché le uscite diventano solo comode senza note di varietà aggiunte.”

Tutto vero.

Le aree cani sono il posto più diseducativo dove accompagnare il cane e nella posizione da Educatore il consiglio spassionato è quello di ristrutturare lo stile ludico e sociale del nostro cane, prediligendo altre modalità più vicine al naturale appagamento del cane… e… sorpresa! Anche del nostro!

Però… però…

In assenza di aree apposite, molti cani sarebbero privati dell’esperienza della libertà.

Su rete urbana è obbligatorio circolare con i cani al guinzaglio e quando non lo fosse (ad esempio se indossa la museruola può essere libero da guinzaglio in alcuni spazi pubblici) in molti casi è fortemente sconsigliabile. 

Perché? Perché il presupposto sarebbe che tutti i cani fossero esperti e consapevoli del traffico pedonale e di mezzi per incolumità propria e di terzi

Menzionato il lato “tecnico e giuridico”, consideriamo l’aspetto dei cani impreparati alla comunicazione sociale.

I cani arrivano da noi cuccioli e restano privi di riferimenti di specie o provengono anche in età adulta da ambienti molto differenti, ipo-stimolati e ipo-urbanizzati. 

Restano vittime sopraffatte dalle loro emozioni del nostro tessuto urbano, incapaci di rispondere in modo adeguato al contesto. 

Addirittura, ricorrendo nella “migliore” delle ipotesi a comportamento evitante, diversamente a reattività con rischio di cagionare danni a sé stessi o a terzi.

Immersi in questo mondo emotivo, l’area cani sotto casa può essere utile?

SI, se intesa come luogo recintato a portata di piede e maneggiata con cura, torna a vantaggio di coloro che alle prime esperienze vanno soggetti alle ubriacature di libertà e perdono il controllo emozionale.

Accade a Gigia, un anno e mezzo di straordinaria bellezza e sangue da pastore conduttore, accanto al percorso rieducativo che l’ha aiutata a trasformare l’immobilità e l’osservazione in spinta partecipativa al contesto. 

L’area cani è quel luogo che permette a lei e la sua umana di esperienziare l’eccitazione del turbamento. Le offre la possibilità di trascorrere un tempo minimo in prove tecniche di franchigia. 

Fa sperimentare al cane il movimento libero da guinzaglio e consente alla proprietaria di non preoccuparsi dei pericoli dei mezzi a motore, affinando conoscenza appresa del linguaggio del cane.

Gigia è una Ferrari 0-100 in 3 sec., ancora sta familiarizzando con la commozione procurata dagli ampi spazi e le interazioni vivaci, quindi necessità ancora di supporto e di contenimento.

Cosa intendiamo per maneggiata con cura?

  1. Approcciare questi luoghi consapevoli dei limiti spaziali, troppo ridotti rispetto le necessità comunicative dei cani. Per intenrderci è quello che per gli umani procura l’effetto tram alle 2 del pomeriggio rispetto le 7.30 del mattino. Quindi valutare l’orario in cui è meno frequentata.
  2. Scegliere un’area “bene” in cui il Regolamento sia il più possibile rispettato dalla maggior parte degli utenti. Ovvero assicurarsi che i soggetti cani all’interno siano propensi a ricevere un nuovo arrivo e i loro accompagnatori umani siano “conduttori consapevoli”.
  3. Prediligiamo aree che abbiano almeno un lato protetto da strade a scorrimento, così da rinfrancare cani ancora poco tolleranti con i rumori e la velocità del traffico.
  4. Meglio se hanno una fontanella adiacente per accompagnare il cane a bere e farlo rientrare successivamente, così da evitare ciotole personali offerte in presenza di altri cani poco conosciuti.
  5. Le aree cani con qualche albero o arbusto.. può far strano ma un ambiente più ricco di vegetazione, favorisce positivamente i rapporti fra cani.
  6. Evitiamo quelle con le panchine, spesso fonte di incidenti per i cani e gli umani non dovrebbero andare e sedercisi come al bar. Bensì circolare all’interno per sentirsi parte integrante della convivialità. È un buon modo per migliorare la posizione da proprietario accompagnatore a amico compagno.

In conclusione..

Sarebbe meraviglioso se la conoscenza della comunicazione dei cani si accompagnasse alla competenza e professionalità dei progettisti di aree urbane destinate a loro, 

Auspichiamo sempre che alla crescita esponenziale dei cani in città si allienei la perizia nella costruzione di un tessuto ambientale serenamente condivisibile.

L’ideale sarebbe altro ma secondo l’assioma che l’ottimo è nemico del bene, impariamo a trarre beneficio da quanto possiamo disporre, al meglio delle conoscenze che abbiamo imparato e che possiamo implementare quotidianamente per gioire della vita con il nostro cane

GIGIA 361
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